Con CubeSat annunci pubblicitari giganti nello spazio

Se a volte ci sembra che il mondo sia già troppo pieno di pubblicità, non siamo che all’inizio.

IN COPERTINA TECNOLOGIA /
CubeSat
Photo by NASA on Unsplash
Scritto da / 11 Febbraio 2019

Una startup russa ha appena rivelato di voler usare sciami di minuscoli satelliti che riflettono la luce per creare enormi cartelloni pubblicitari nello spazio.

La startup russa StartRocket è nata per realizzare enormi display pubblicitari nel cielo notturno utilizzando matrici di satelliti a forma di cubetto di 10-20 cm. di lato, i CubeSat. I loghi di Coca Cola, McDonald’s e KFC che si librano nel cielo come nuove costellazioni sono quindi tipologie di pubblicità che diventeranno parte del quotidiano entro pochi anni.

Secondo il responsabile del progetto Vlad Sitnikov, questa mercificazione del cielo notturno è il prossimo passo logico nella pubblicità. “Siamo governati da marchi ed eventi“, ha detto Sitnikov alla rivista Futurism. “Il Super Bowl, la Coca Cola, la Brexit, le Olimpiadi, la Mercedes, la FIFA, Supreme e il muro messicano. L’economia è il sistema sanguigno della società. L’intrattenimento e la pubblicità stanno al centro. Vivremo nello spazio e l’umanità inizierà a portare la sua cultura nello spazio. I pionieri più esperti lo renderanno migliore per tutti“.

StartRocket promette che lancerà quello che chiama il primo display orbitale, la prima matrice di CubeSat, entro il 2020, e inizierà a mostrare annunci pubblicitari nel cielo notturno entro il 2021. I suoi cubetti navigheranno in orbita ad un’altitudine tra 400 e 500 chilometri e saranno visibili solo da terra per circa sei minuti ad ogni sessione di display. Ciascuno dei satelliti sarà dotato di una vela riflettente di circa 9 metri di diametro. La luce del sole si rifletterà sulle vele per formare parole o loghi luminosi. L’azienda non ha però ancora rivelato dettagli su quale razzo porterà i satelliti in orbita.

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La StartRocket non ha neppure rivelato quanto potrebbe venire a costare una pubblicità spaziale, ma sembra che l’opinione della dirigenza sia che le grandi aziende pagheranno qualsiasi cifra per queste nuove pubblicità perché “l’ego è più luminoso del sole”. Randy Segal, un avvocato specializzato in diritto spaziale e satellitare presso la ditta Hogan Lovells, ha dichiarato a Futurism che il progetto potrebbe essere tecnicamente fattibile, ma che StartRocket potrebbe imbattersi in ostacoli normativi in ​​tutto il mondo. La principale sfida normativa che la compagnia potrebbe dover affrontare sarebbe se i suoi satelliti interferissero con la sicurezza aerea. Il concetto non è però senza precedenti, ha sottolineato Segal: una startup giapponese ha in programma di lanciare un paio di microsatelliti che lanceranno stelle cadenti artificiali a comando.

È facile immaginare la protesta pubblica all’idea che i grandi marchi marchi possano appropriarsi del cielo notturno come terreno per il  marketing. Ma Alexey Skorupsky, un altro membro del team StartRocket, ha respinto tutte le critiche, citando l’azienda Rocket Lab che ha lanciato in orbita una sfera da discoteca nel gennaio 2018 da Huntington Beach negli USA: una mossa che ha infastidito gli scienziati anche se, ha detto Skorupsky, era visibile solo per pochi minuti alla volta. Il satellite “Humanity Star”, messo nello spazio come progetto artistico orbitante, ha girato intorno al nostro pianeta per due mesi prima di bruciarsi nell’atmosfera mentre cadeva verso la Terra. “Penso che gli scienziati potrebbero utilizzare meglio il loro tempo prendendosi un buon caffè”, ha detto Skorupsky a Futurism.

Ma alla fine, sostengono molti, la commercializzazione dello spazio è inevitabile. “Se chiedi in giro opinioni sulla pubblicità e sullo spettacolo in generale, troverai sempre qualcuno che non  li accetta, che non li sopporta, che trova siano troppo invasivi“, ha detto Skorupsky. “Stiamo sviluppando oggi un mezzo innovativo. Quando è nata la televisione nessuno amava le pubblicità“.

Mettere più satelliti lassù causerà maggiori opportunità di collisione e non vogliamo che ciò accada. Il mio più grande problema è che questi oggetti diventeranno spazzatura spaziale“, ha affermato John Crassidis, docente di ingegneria meccanica e aerospaziale all’Università di Buffalo, USA. Dai satelliti defunti e parti esaurite di razzi agli strumenti fuori controllo, fino ad un guanto di un astronauta, ci sono in effetti già un sacco di detriti orbitali nei nostri cieli. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti tiene traccia di oltre 500.000 pezzi di spazzatura spaziale in orbita attorno alla Terra.

Sitnikov ha affermato che i CubeSat potrebbero rimanere in orbita per un anno, dopodiché verrebbero “deorbitati” da remoto per bruciarsi completamente nell’atmosfera nel corso della caduta a terra. Ma Crassidis ha ribattuto che i rischi sono troppo alti. “Non servono a nessuno scopo a parte la pubblicità“, ha affermato. Il piano di StartRocket potrebbe anche sollevare preoccupazioni scientifiche e logistiche. “Vi saranno critiche forti da parte della comunità scientifica“, ha dichiarato l’esperta di giurisprudenza spaziale Joanne Gabrynowicz, una professoressa emerita dell’Università del Mississippi a Oxford. “Gli scienziati sosterranno che questa luce riflessa interferisce con la capacità di studiare i cieli. E se interferisce con la scienza, è dannosa“.

Gli Stati Uniti hanno vietato la pubblicità spaziale già nel 1993 (previdenti?), ma Gabrynowicz ha affermato che tale divieto non è in vigore in Russia. Allo stato attuale quindi una azienda con sedi negli USA non potrebbe utilizzare CubeSat per display pubblicitari, o almeno per quelli visibili da terra negli USA, mentre una azienda che non ha sedi negli USA (e in nessun altro Paese dove esista un divieto simile a quello Statunitense) come StartRocket che ha sede in Russia, potrebbe farlo? Sarà interessante vedere cosa accade, ma soprattutto sarà interessante vedere le reazioni dei molti che scopriranno all’improvviso una gigantesca scritta “CocaCola” nel cielo notturno.

E. P.

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