Rom e Sinti: continua l’emergenza abitativa

Italia: 26.000 persone continuano a vivere in baraccopoli formali o informali.

SOCIALE /
Rom e Sinti: continua l’emergenza abitativa
By iso-belle [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons
Scritto da / 17 aprile 2018

Presentato al Senato in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti, celebrata l’8 aprile, alla presenza del neo direttore UNAR Luigi Manconi, il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. La mappatura prova a completare e implementare due precedenti analisi svolte dall’ISTAT e dall’ANCI in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali (UNAR). In quanto questi lavori “Progettazione di un sistema informativo pilota per il monitoraggio dell’inclusione sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”e “Gli insediamenti Rom, Sinti e Caminanti in Italia”, hanno prevalentemente analizzato comunità “ipervisibili”. I dati raccolti da Associazione 21 luglio intendono altresì tenere conto del più ampio spettro di variabili socio-economiche e della gamma di soluzioni abitative scelte da rom, sinti e caminanti in Italia.
Cercando di restituire in questo modo una fotografia utile a sfatare numerosi luoghi comuni e stereotipi.

Se le presenze totali in Italia possono essere stimate tra le 120 e le 180mila persone di origine rom e sinta, una delle percentuali più basse in Europa, sono circa 26.000 i rom e i sinti che vivono in emergenza abitativa e, nel caso specifico, in baraccopoli formali, in baraccopoli informali, in micro insediamenti, in centri di raccolta rom, cifra pari allo 0,04% della popolazione italiana. Di questi sono 9.600 circa i rom stimati presenti negli insediamenti informali e nei micro insediamenti e 16.400 in quelli informali (distribuiti in 148 baraccopoli presenti in 87 comuni). Anche l’origine geografica mostra come il carattere emergenziale sia probabilmente maggiore per le stesse persone piuttosto che per la società, si stima infatti che il 43% abbia la cittadinanza italiana. Rispetto al 2016 si è assistito ad una diminuzione di circa 2000 unità. Flessione dettata principalmente non da soluzioni strutturali al problema, ma dalle drammatiche condizioni di vita all’interno degli insediamenti: l’aspettativa di vita dei rom presenti in questo tipo di insediamenti è di 10 anni inferiore a quella della popolazione italiana ed i Il 55% ha meno di 18 anni.
In Piemonte le baraccopoli formali risultano 20, con una popolazione che oscilla tra le 12 e le 322 unità, per un totale di 2177 persone di nazionalità italiana 63% e dell’ex-Jugoslavia (37%), mentre sono circa 700 le persone presenti nelle baraccopoli informali di Torino e provincia.

Le risposte emergenziali intraprese sinora, hanno lasciato in sospeso le principali sfide individuate dai maggiori organismi internazionali, in particolare sia “superare i campi monoetnici”, sia la reiterazione degli “sgomberi forzati” attuati in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite. Nel primo caso, spesso si è ricreato quanto doveva essere superato, come a Moncalieri, in provincia di Torino, dove si è costruito un nuovo insediamento, o la trasformazione del Camping River di Roma, da “villaggio attrezzato” a insediamento informale. Nel secondo l’Associazione 21 luglio nei 12 mesi del 2017 ha registrato un totale di 230 operazioni: 96 nel Nord Italia, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud.
Proprio gli sgomberi forzati sono stati oggetto nel 2017 di analisi e monitoraggio da parte del Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (HRC). Operazioni che hanno portato lo stesso organismo a raccomandare alle autorità nazionali: “di predisporre tutti i necessari strumenti al fine di evitare la pratica degli sgomberi forzati degli insediamenti rom e, in caso di sgombero, di assicurare loro tutte le vie legali disponibili per legge e al contempo garantire un alloggio alternativo adeguato per tutti coloro che risultano essere oggetto di sgombero”. Sgomberi che hanno ripercussioni drammatiche sui minori, incidendo sui livelli di scolarizzazione. Esemplificativo in tal senso il caso della capitale. Negli ultimi anni il numero dei bambini rom iscritti nelle scuole romane era risultato oscillante tra le 1.700 e le 2.000 unità. Per l’anno scolastico 2016-2017 il numero dei bambini iscritti risulta essere pari a 1.400 alunni.

Se da una parte gli sgomberi forzati costituiscono “una evidente violazione dei diritti umani, in particolare del diritto a un alloggio adeguato”, dall’altra continuano le segnalazioni di vari Enti di monitoraggio internazionale (Commissione delle Nazioni Unite sull’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione della Donna, la Commissione sulle Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni del Parlamento Europeo). Raccomandazioni orientate a rilevare come l’attuazione della Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti continui a soffrire di ritardi e non si riscontrino miglioramenti tangibili sulle condizioni delle comunità rom e sinti in emergenza abitativa.
Assenza di politiche inclusive che può portare a ricercare soluzioni securitarie”.

Una situazione, quella dell’emergenza abitativa delle popolazioni rom e sinti nel nostro paese che continua inoltre ad essere caratterizzata da discorsi d’odio, discriminazione e attacchi violenti verso queste popolazioni. Nel 2017 sono stati 182 gli episodi di discorsi d’odio registrati dall’Osservatorio 21 luglio, con un incremento del 4% rispetto al 2016, di cui 51 (il 28,1% del totale) sono stati classificati di una certa gravità, con una media giornaliera di 0,50 episodi al giorno. In merito alla distribuzione geografica di tali fenomeni, risalta la maggiore presenza degli stessi nel Lazio (33% del totale, 60 casi registrati, con 57 episodi nella sola Roma), in Piemonte risulta il 7,7% del totale pari a 14 episodi (con Torino che raggiunge il 5,5% sul totale con i suoi 10 casi registrati).

G. B.

Per saperne di più: Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio

Fonte: Associazione 21 luglio

Associazione 21 luglio
Associazione 21 luglio si è costituita a Roma il 6 aprile 2010. E’ iscritta al Registro UNAR delle associazioni e degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni. L’Associazione è inoltre membro di: Associazione Carta di RomaEuropean Roma Information Office, Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Cvili), ISSA (International Step by StepAssociation) e Piattaforma per i Diritti Fondamentali (FRP).

Photo: “By iso-belle [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons”

CHIUDI