Microsoft: un sistema per accelerare l’indicizzazione

Il flusso di lavoro di indicizzazione standard richiede ai motori di ricerca di scoprire nuovi contenuti. Tutti i principali motori, attraverso strumenti software online chiamati spider o crawler, eseguono il “crawling” del contenuto delle pagine di un sito rilevandone il contenuto e scoprono collegamenti  ad altre pagine su cui operare.

Ciò può comportare un ritardo di giorni o settimane prima che il nuovo contenuto venga sottoposto a scansione per essere incluso nei risultati di ricerca.

Microsoft offre da tempo il proprio motore di ricerca. Ha aperto tuttavia un nuovo capitolo nella sua lotta contro il dominio di Google rilanciando il suo motore di ricerca come Bing nel giugno 2009. Da quel momento, Bing ha guadagnato quote di mercato, anche se rimane molto indietro rispetto a Google e persino a Yahoo. Bing ha però anche concluso un accordo che gli consentirà di “potenziare” i risultati che Yahoo offre. Nel frattempo, continua a investire in campagne di marketing, al punto da riuscire a convincere alcune persone a dire che hanno “Bingato” qualcosa.

Microsoft ha cambiato il processo standard di crawling e indicizzazione ed ora consente a tutti di comunicare loro quando viene creato nuovo contenuto che è pronto per la ricerca per indicizzazione. Alla conferenza SMX West del 2019 il team di Microsoft Bing aveva già annunciato che avrebbe offerto un’API di notifica. La Bing Content Submission API è ora ufficiale. Un piccolo “avvenimento” nel settore posizionamento ed uno strumento a disposizione di webmaster e proprietari di siti che non solo aiuta ad accelerare l’indicizzazione, ma anche a bypassare l’azione di crawling degli agenti software online, riducendo quindi le risorse del server Microsoft Bing necessarie per indicizzare pagine.

Mentre con lo strumento per invio delle URL è possibile inviare solo URL per la scansione e l’indicizzazione di Bing, con Bing Content Submission API abbiamo uno strumento che consente di inviare direttamente contenuto a Microsoft Bing ogni volta che questo viene aggiornato o creato: HTML, immagini e così via arrivano direttamente a Bing per essere indicizzati, bypassando completamente il processo di ricerca e crawling.

Bing afferma che non solo questo aiuterà a portare i contenuti e le pagine di un sito in Microsoft Bing Search più velocemente, ma ridurrà anche il carico di ricerca per indicizzazione di BingBot sui siti. Microsoft ha comunicato che sarà necessario richiedere una chiave API negli Strumenti per i Webmaster di Bing. Questa chiave API può essere generata da Bing Webmaster Tools seguendo questi passaggi:
Accedere al proprio account su Strumenti per i Webmaster di Bing. Se non si dispone già di un account Webmaster Bing, registrarsi utilizzando uno qualsiasi degli ID Microsoft, Google o Facebook.
Aggiungere e verificare il sito per il quale si desidera inviare l’URL tramite l’API, se non è già stato fatto.
Fare clic sul pulsante Impostazioni nell’angolo in alto a destra e quindi andare alla sezione Accesso API. Se si sta generando la chiave API per la prima volta, fare clic su Genera per creare una chiave API. Altrimenti si vedrà la chiave generata in precedenza.
L’azienda ha condiviso esempi di codice nel suo post sul blog per mostrare come inviare questo contenuto tramite l’API.

Non è possibile ovviamente pensare di poter semplicemente inviare una notifica a Bing che l’intero sito Web di 100.000 URL è stato aggiornato tutto in una volta. Bing pone dei limiti, concedendo maggiori disponibilità man mano che un sito viene verificato con gli strumenti di Bing WebMaster. Dopo 6 mesi un sito può inviare fino a 10.000 URL al giorno, molto più di quanto quasi qualsiasi sito web potrebbe desiderare, anche considerando i grandi siti di notizie con un milione di articoli o i grandi siti di e-commerce. Ci sono solo una manciata di siti che hanno 10.000 aggiornamenti di pagina giornalieri. Amazon potrebbe essere un esempio, ma siamo certi che hanno un accordo sia con Microsoft che con Google.

Questi sono quindi attualmente i “limiti di velocità”:
1 giorno = 1 URL
Dopo 1 settimana è possibile inviare fino a 250 URL
Dopo 1 mese il limite aumenta a 1000 URL
Dopo 6 mesi si arriva al massimo a 10.000 URL al giorno

Alcune delle reazioni online a questo cambiamento di policy sono prevedibili. Ma questa è tutto sommato una mossa positiva. L’ovvio vantaggio è la minore potenza di calcolo richiesta per indicizzare il web, ma uno dei vantaggi nascosti (neanche troppo) è che la qualità dei contenuti indicizzati dovrebbe essere migliore. Solo i siti che sono attivi nel farsi verificare dal motore di ricerca avranno la possibilità di far indicizzare le proprie pagine. Verranno quindi indicizzati solo i siti con un meccanismo integrato o un proprietario che si prende il tempo di notificare manualmente al motore di ricerca un aggiornamento. Ciò significa che montagne di contenuti scarni e deboli verranno semplicemente ignorate, riducendo la possibilità che contenuti poco interessanti o obsoleti ingombrino i risultati della ricerca.

Significa anche che i siti che fanno uno sforzo intenzionale per classificare le parole chiave saranno in grado di classificarsi un po’ più facilmente. Questo è il motivo per cui questa sarà un’evoluzione positiva del processo di marketing della ricerca organica.

E.P.

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