Restiamo umani

Immigrazione: appello delle Chiese Cattolica e Protestanti. Il documento esorta a salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari e  aprire nuove vie di ingresso regolare in Europa

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Immigrazione: Appello Resiamo Umani
boot @pixabay by geralt - CC0 Public Domain
Scritto da / 25 Gennaio 2019

“Restiano umani”, è il significativo titolo dell’ appello comune lanciato dai cristiani italiani, cattolici e protestanti, sull’immigrazione: : «Salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari, aprire nuove vie di ingresso regolare».  Per i cristiani – scrivono la CEI( Conferenza episcopale italiana), evangelici e valdesi italiani – “si tratta di un obbligo morale”. 

Si legge ancora nel testo dell’appello : “desideriamo spiegare a tutti che per noi aiutare chi ha bisogno non è un gesto buonista, di ingenuo altruismo o, peggio ancora, di convenienza: è l’essenza stessa della nostra fede. Ci addolora e ci sconcerta la superficiale e ripetitiva retorica con la quale ormai da mesi si affronta il tema delle migrazioni globali, perdendo di vista che dietro i flussi, gli sbarchi e le statistiche ci sono uomini, donne e bambini ai quali sono negati fondamentali diritti umani. Nei Paesi da cui scappano, così come nei Paesi in cui transitano, come in Libia, finiscono nei campi di detenzione dove si fatica a sopravvivere. Additarli come una minaccia al nostro benessere, definirli come potenziali criminali o approfittatori della nostra accoglienza tradisce la storia degli immigrati – anche italiani – che invece hanno contribuito alla crescita economica, sociale e culturale di tanti paesi. Da qui il nostro appello perché – nello scontro politico – non si perda il senso del rispetto che si deve alle persone e alle loro storie di sofferenza“.

I sottoscrittori dell’appello chiedono all’Europa di ampliare i corridoi umanitari, aperti per la prima volta in Italia all’inizio del 2016. E al Governo italiano in particolare si chiede di allargare “la quota dei beneficiari accolti nel nostro paese e si faccia promotore di un corridoio umanitario europeo, gestito dalla UE e da una rete di Paesi volenterosi, prevedendo un adeguato sistema di sponsorship”. Prosegue l’appello: “Una politica migratoria che non apre nuove vie sicure e legali di accesso verso l’Europa è fatalmente destinata a incentivare le immigrazioni irregolari.

Il documento affronta anche il nodo problematico dei salvataggi in mare: “Nel breve periodo, però, mentre si cerca il consenso europeo su queste misure, occorre garantire il soccorso in mare, che non può ridursi a una politica di respingimenti o di semplici chiusure. I migranti non possono essere vittime tre volte: delle persecuzioni, di chi li detiene in campi che – come varie volte attestato dall’Onu – non tutelano i diritti umani essenziali e di chi li respinge in quegli stessi campi e in quelle umiliazioni. Per noi cristiani, come per ogni essere umano, omettere il soccorso a chi giace sulla strada o rischia di annegare è un comportamento di cui si può solo provare vergogna. Per questo chiediamo un potenziamento delle attuali attività di soccorso, rese dai mezzi militari, dalla Guardia Costiera e dalle Ong, nel rispetto delle norme del mare e del diritto umanitario“.

Infine una considerazione rivolta alla politica: “Per quanto divisivo il tema dell’immigrazione è così serio e grave da non potersi affrontare senza cercare una piattaforma minima di istanze e procedure condivise. Questo auspichiamo e per questo ci mettiamo a disposizione con la nostra esperienza e i nostri mezzi, pronti a collaborare sia con le autorità italiane che con quelle europee”.

L’appello “Restiamo umani” è  firmato da Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola valdese, Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio, Luca M. Negro, Presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e da Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Redazione

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