Greenpeace lancia una campagna contro l’industria della carne

Greenpeace vuole affrontare una battaglia contro l’industria della carne evidenziando il collegamento tra le loro azioni e il cambiamento climatico.

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Photo by Garrett Butler on Unsplash
Scritto da / 23 Ottobre 2020

Greenpeace si prepara ad affrontare una battaglia contro l’industria della carne utilizzando strumenti e tecniche molto simili a quelli già utilizzati due anni fa con la campagna RangTan. Greenpeace intende ora far crescere nel grande pubblico la consapevolezza che la produzione e lavorazione industriale della carne è una delle cause principali della deforestazione.

In una intervista a Marketing Week, John Sauven, direttore generale di Greenpeace UK, ha dichiarato: “Nello stesso modo in cui le persone hanno compreso il collegamento tra i combustibili fossili e il cambiamento climatico, dobbiamo fare in modo che comprendano che lo stesso danno viene causato con la produzione e lavorazione industriale di carne. Dobbiamo trasmettere con forza questo messaggio e farci ascoltare dai governi e dalle aziende. Abbiamo sentito finora molti discorsi e molte promesse su questo tema, ma quello che ancora dobbiamo vedere sono azioni concrete. ”

C’è un mostro nella mia cucina” è un’animazione che racconta la storia di un ragazzino che scopre un animale nella sua cucina: Jag-wah il giaguaro. In una filastrocca in background nel filmato, il ragazzino si rende presto conto che Jag-wah non è il mostro, ma la vittima del vero mostro che sta distruggendo il suo e il nostro habitat. Con Jag-wah il ragazzino scopre infatti come la carne prodotta industrialmente per le nostre cucine stia alimentando la distruzione delle foreste, e giura di mobilitare la gente per combattere i veri mostri.

Greenpeace afferma che la carne è il principale fattore di deforestazione in tutto il mondo, e la spinta verso la ricerca di spazi per la produzione di colture alimentari per animali come la soia è una delle ragioni del taglio delle foreste in particolare in America del Sud.

La campagna si è ispirata all’arte e alla musica degli indigeni, molti dei quali affrontano la violenza di allevatori e taglialegna illegali che cercano di impossessarsi della loro terra. Greenpeace, attraverso la sua agenzia Mother, ha utilizzato un team di grafici brasiliani per assicurarsi che la campagna avesse un appeal globale.

Rang-tan ha vinto premi per la sua creatività, tra cui un Master Week Marketing 2019. Ma ha anche suscitato polemiche, in particolare quando è stato bandito da molte reti televisive perché Greenpeace è stata considerata un’organizzazione politica. Greenpeace spera che questa nuova creatività video produca gli stessi livelli di consapevolezza, ma senza polemiche.

Sauven spiega: “Con Monster stiamo cercando di fare un film che non generi alcuna controversia e che possa essere visto da un vasto pubblico globale”.

Greenpeace ha iniziato a lavorare alla campagna prima dell’inizio dei problemi legati alla pandemia Covid-19. Sauven inizialmente temeva che la pandemia avrebbe soffocato le attività di lotta contro i problemi climatici. La distruzione della biodiversità è diventata una questione ancora più importante a causa del legame tra pandemie e animali, e le persone possono comprendere come la deforestazione porterà a “più problemi e più pandemie”.

Sauven è fermamente convinto che entro il prossimo decennio il mondo dovrà ridurre il consumo di carne del 70%. Il filmato non si spinge al punto di chiedere a tutti di diventare vegani, ma mira invece a incoraggiare a essere più consapevoli dell’impatto che le proprie abitudini alimentari possono avere.

“The idea of challenging the meat is a bit like heresy, I imagine, in some countries. But I think the film is going to be quite influential and raise an interesting debate” he says.

Come possono collaborare attivismo e marketing

Il rapporto di Greenpeace con i Brand è sfumato, perché l’organizzazione lavora insieme a molte aziende note ma è sempre possibile che attivi campagne in contrasto con almeno alcuni interessi delle stesse.

“Abbiamo lavorato insieme al governo islandese ma abbiamo anche sollevato critiche pesanti contro lo stesso, ed è così per i rapporti con moltissime aziende. Al momento abbiamo una campagna contro la Tesco per cercare di convincerli a smettere di promuovere così tanta carne industriale, ma il CEO del Regno Unito di Tesco era nel mio ufficio due settimane fa e la stessa settimana anche il CEO di BP era nel mio ufficio “, spiega Sauven.  Il dirigente di Greenpeace afferma di comprendere che gli amministratori delegati troppo spesso devono affrontare la pressione degli azionisti che “dicono loro di continuare a fare le cose come sono sempre state fatte”, ma questo è il motivo per cui il marketing è così importante per Greenpeace. “È per questo che abbiamo bisogno di campagne forti, incisive, e del sostegno di consumatori e cittadini se vogliamo cambiare il modo di operare di queste aziende”

La creazione ed i lancio di campagne e il marketing sono attività simili, in quanto entrambi richiedono uno storytelling creativo. “Fa tutto parte integrante dell’essere creativi e innovativi, si tratta di diffondere il nostro messaggio e incoraggiare le persone a essere attive. Alla fine, stiamo cercando di incoraggiare milioni di persone ad agire” ha detto Sauven, concludendo che nonostante le preoccupazioni per il cambiamento climatico ora siano diventate argomento di discussione a tutti i livelli, c’è ancora molto da fare, e non c’è più molto tempo per farlo.

Non avendo ancora raggiunto quel punto di svolta in cui si possono vedere le parole trasformarsi in azioni concrete, e proprio in quelle richieste per risolvere questo problema, c’è ancora molto da fare. Filmati come “C’è un mostro nella mia camera” sono uno strumento importante, da promuovere e diffondere.

E.P.

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