ClubHouse: la rivoluzione nei Social

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Da qualche settimana si sente parlare sempre più di frequente di ClubHouse. Certamente, alla sua crescente popolarità e diffusione ha contribuito il miliardario Elon Musk, che ha fatto capolino a gennaio in una stanza del Social conversando per ore sul successo della piattaforma audio GameStop e mandando quasi in crash ClubHouse per l’affluenza di migliaia di utenti che hanno pututo dialogare direttamente con lui o ascoltarlo. Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg è apparso sulla piattaforma a inizio febbraio, parlando della tecnologia del futuro. Personalità di ogni tipo compaiono ogni giorno, contribuendo alla diffusione virale dell’applicazione.

Il nuovo Social è stato creato da Paul Davison e Rohan Seth, che lo hanno lanciato nell’aprile 2020 fondando la Alpha Exploration Co. A dicembre 2020, è stato valutato quasi 100 milioni di dollari, mentre il 21 gennaio 2021 la valutazione ha già raggiunto il miliardo di dollari.

Ma di cosa si tratta, e cos’ha di così diverso da Facebook, o anche dalla più moderna e trendy TikTok? ClubHouse è una app di sola chat vocale, con la quale si può interagire con altri utenti connessi in “stanze” create con temi specifici, ascoltando solamente, o intervenendo nelle conversazioni. Per ora, l’app gira solo su Iphone, ma durante una intervista con il giornalista americano Andrew Ross Sokrin il co-fondatore Paul Davidson ha indicato che una versione Android di ClubHouse è in arrivo. Un’altra caratteristica del Social è che per entrare a farne parte è necessario essere invitati da uno dei membri, ciascuno dei quali ha solo due inviti disponibili.

Una sorta di “club esclusivo” quindi, o perlomeno un Social che pur crescendo molto rapidamente (a fine gennaio sono stati raggiunti i 3 milioni di utenti), ha sempre una coda di utenti in attesa di un invito per entrare a farne parte. Questa limitazione per l’accesso è in parte ragione del successo dell’app che è diventata un vero e proprio “luogo del desiderio” per tutti coloro che cercano l’invito (e sono ora in vendita a prezzi variabili su E-Bay, anche se iniziano ovviamente a diffondersi tentativi di truffa di ogni genere), ma in buona parte è una necessità organizzativa: nuovi server, in grande quantità, e grande quantità di banda per la connessione, sono in corso di acquisto per evitare rallentamenti o crash del sistema in seguito all’apertura di stanze particolarmente affollate. La Direzione di ClubHouse sta quindi correndo dietro al proprio successo per continuare a garantire funzionalità e qualità del prodotto.

Il sito Web dell’azienda è joinClubHouse.com, che è semplicemente un puntatore all’Apple App Store dove scaricare l’app da installare su iPhone. Il funzionamento è semplice: una volta installata l’app, per avere accesso bisogna inserire l’invito ricevuto da un utente. Si può quindi creare il proprio profilo, e da questo momento si ha accesso diretto con User/password al Social. Ogni utente può semplicemente ascoltare le conversazioni in corso in “stanze” digitali (dove è possibile trovare dal discorso importante di qualcuno famoso a una chat all’interno di un piccolo gruppo), può chiedere di partecipare alla discussione, e può a sua volta registrare l’apertura di una nuova “stanza”. Nessun post, nessuna foto, nessun video, solo audio. Si tratta di una collezione di podcast dal vivo, con la possibilità per gli ascoltatori di intervenire.

A differenza di altri tentativi di lancio di comunità online, di Social Network “alternativi”, ClubHouse è riuscita con questa formulazione a catturare e fidelizzare i propri utenti, al punto da passare da una piccola manciata di beta tester ad una rete diversificata e in crescita di comunità di ogni genere. Milioni di persone in tutto il mondo – musicisti, scienziati, creatori, atleti, comici, genitori, imprenditori, operatori di borsa, leader di enti senza scopo di lucro, autori, artisti, agenti immobiliari, appassionati di sport e altro – si trovano regolarmente su ClubHouse per parlare, imparare, ridere, intrattenere, incontrare e connettersi.

Il tratto caratteristico del nuovo Social è come la voce possa unire le persone. Non importa dove vivi nel mondo o a quali reti hai accesso, in ClubHouse puoi essere nella stanza, spesso con persone la cui esperienza vissuta è stata molto diversa dalla tua. In uno degli anni più turbolenti e travagliati che molti di noi hanno vissuto, le persone su ClubHouse si sono riunite per conversazioni importanti o meno, in tutte le lingue, su argomenti di riforma della giustizia sociale, Black Lives Matter e antirazzismo, economia e sviluppo sostenibile, crisi economica e pandemia…

Vogue in un suo articolo del 3 gennaio 2021 ha descritto l’esperienza dell’app come “una esperienza affascinante ed elettrizzante tra conversazioni live in stile podcast, discussioni di gruppo, opportunità di networking (alcuni esperti stanno già utilizzando il termine “influencer” per descrivere i “moderatori”) ed un’interessante possibilità di utilizzo di più stanze (le opzioni per stanze bloccate e stanze private sono disponibili in modo da poter parlare anche con i soli amici o colleghi), l’app per Social Media vocale imita le interazioni della vita reale “.

L’audio stesso, tuttavia, non esce dall’app. Questa è la regola principale: non c’è possibilità per gli utenti di registrare delle conversazioni e queste non possono venire salvate. Questo non significa però che ClubHouse non registri le conversazioni, ma anzi lo fa per garantire la sicurezza degli utenti e poter determinare e perseguire eventuali abusi quando questi vengono segnalati.

Quando Ruth Bader Ginsburg (membro democratico della Suprema Corte USA) morì nel settembre 2020, stanza dopo stanza riempì i corridoi di persone che discutevano di diritto costituzionale, condividevano storie sull’infanzia di RBG e pregavano insieme rendendole omaggio.

In Germania, il Presidente della Turingia Bodo Ramelow ha ammesso in un discorso su ClubHouse di aver giocato a Candy Crush sul suo smartphone durante gli incontri online con il cancelliere tedesco Angela Merkel per decidere le strategie di contrasto alla pandemia. La notizia è immediatamente diventata virale, con migliaia di utenti connessi alla stanza.

L’app è stata rapidamente bloccata in Cina, dove conversazioni non filtrate su argomenti normalmente tabù, come le proteste per la democrazia a Hong Kong e la detenzione di massa di uiguri musulmani nello Xinjiang, hanno attivato in brevissimo tempo la censura del governo.

Clubhouse ha peraltro già problemi di abusi e moderazione dei contenuti. Come ha notato il Times, ci sono state numerose lamentele sul fatto che Clubhouse non abbia fatto molto per proteggere gli utenti dagli abusi. The Verge ha scritto già nel luglio 2020 che l’app non sembrava avere un piano per moderare i contenuti. Le cose non sono andate molto meglio nei mesi seguenti. Vanity Fair ha scritto un pezzo a dicembre 2020 descrivendo in dettaglio l’effimera natura solo audio di Clubhouse che ha permesso all’app di “diventare un rifugio per una élite che ama flirtare con misoginia e razzismo”. La Direzione di ClubHouse ha risposto a Vanity Fair dicendo che “condanna in modo inequivocabile tutte le forme di razzismo, incitamento all’odio e abuso, come indicato nelle Linee guida della community e nei Termini di utilizzo, e dispone di procedure di sicurezza per indagare e affrontare qualsiasi violazione di queste regole.”

Ogni settimana, i genitori di bambini con malattie rare si riuniscono in stanze dedicate di ClubHouse per discutere gli sviluppi della medicina con medici, ricercatori e altri genitori, parlando, discutendo e imparando. Si può anche restare sbalorditi dalla genialità e dalla creatività delle comunità ClubHouse. Ogni notte ci sono migliaia di stanze piene di persone che creano spettacoli di giochi, commentano partite NBA, cantano opere liriche, discutono di filosofia, condividono consigli di viaggio, gestiscono gruppi di supporto e meditano o pregano insieme, ospitano talk show, si esibiscono in spettacoli di cabaret, suonano strumenti come solisti o in gruppo come orchestre, tengono conferenze. A dicembre, quaranta sconosciuti che si sono incontrati in una stanza di ClubHouse hanno fatto un’audizione di centinaia di partecipanti, selezionato artisti qualificati, provato e realizzato una produzione musicale in piena regola per migliaia di spettatori che ha fatto notizia a livello internazionale. Stanno nascendo modi completamente nuovi per far incontrare le persone, tutto attraverso il potere della voce.

L’obbiettivo di ClubHouse è ora quello di aprirsi gradualmente a tutto il mondo. Con questo obiettivo in mente per il 2021, la proprietà si è rivolta ad Andreessen Horowitz, un’azienda statunitense di venture capital. Ci sono già in ClubHouse più di 180 investitori, grandi e piccoli, ed è stato reso pubblico il programma di crescita che sfrutterà i fondi racimolati:

1.- Accogliere utenti. Fin dai primi giorni, l’intenzione è stata quella di costruire ClubHouse per tutti. Si inizierà quindi presto a lavorare sulla app per Android e verranno sviluppate più funzioni di accessibilità e localizzazione in modo che le persone di tutto il mondo possano sperimentare ClubHouse in un modo ed in un ambiente che sia per loro comodo.

2.- Mantenere i server attivi. Negli ultimi mesi la crescita è stata come detto più veloce del previsto, facendo sì che troppi utenti si ritrovino con messaggi di errore quando i server sono sovraccaricati. Gran parte del finanziamenti recuperati sarà destinato alla tecnologia e alle infrastrutture per rendere l’esperienza ClubHouse sempre veloce e performante per tutti, indipendentemente dal numero di persone che si stanno raccogliendo in conversazioni nelle singole stanze.

3.- Garantire un supporto rapido. La sicurezza degli utenti è sempre stata una priorità assoluta per ClubHouse. Ciò significa ampliare i team di sicurezza e supporto man mano che la comunità cresce, continuando a investire in strumenti avanzati per rilevare e prevenire gli abusi e aumentare le funzionalità e le risorse di formazione disponibili per i moderatori. Verrà anche sviluppato in modo adeguato il team di supporto interno, in modo che tutte le nuove stanze possano ottenere l’approvazione entro le 24 ore.

4.- Miglioramento della ricerca e classificazione interna. Con la crescita, il numero di conversazioni in corso su ClubHouse è salito esponenzialmente. Lo sforzo della Direzione sarà quello di migliorare gli strumenti di ricerca e di analisi in modo da poter mostrare persone, club e stanze perfettamente su misura per gli interessi di ciascun utente.

5.- Investire nei creator. I creator sono la linfa vitale di ClubHouse, che vuole quindi assicurarsi che tutte le persone che ospitano conversazioni per altri vengano riconosciute per il loro contributo. Nei prossimi mesi, il programma prevede il lancio dei primi test per consentire ai creator di essere pagati direttamente, tramite funzionalità come mance, biglietti o abbonamenti. Verrà utilizzata anche una parte dei finanziamenti per lanciare un programma di sovvenzioni per i creativi emergenti.

A quanto pare, quando pensavamo che non ci potesse essere più nulla di nuovo nel mondo Social, ecco una vera e propria rivoluzione.

E.P.

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