Truffe online (4)

Continuiamo con l’elenco delle truffe online più comuni. Le precedenti puntate sono: [Introduzione, Truffe sull’acquisto di beni e/o servizi; E-mail di phishing e Truffe a sfondo romantico o relative a rapporti personali; Truffa del “porno ricatto” e Falsa raccolta fondi]

Truffa con pagamento anticipato
Questo è uno dei trucchi più antichi della storia. I destinatari ricevono un’e-mail da una persona che si spaccia per un alto funzionario di una banca, un avvocato, un militare di alto grado, e chiede aiuto per trasferire milioni di euro, sterline o dollari. La storia descrive un individuo ricco i cui fondi sono inaccessibili a causa di complesse questioni legali come la guerra civile, le restrizioni del governo e così via, o la morte del beneficiario senza eredi. In genere, fingendosi un funzionario di alto rango, il truffatore offre ingenti somme di denaro a chiunque possa assisterlo. I truffatori sono quasi sempre disponibili via email o anche con chiamata telefonica (in genere, numeri di un Paese africano o del Sud-Est asiatico). Sin dai primi contatti, i truffatori sono disponibili ad inviare certificazioni bancarie, dichiarazioni giurate di funzionari pubblici vari, insomma una varietà di documentazione, anche cartacea, tanto fantasiosa quanto assolutamente fasulla.

Dopo le prime comunicazioni e dopo aver preso gli accordi per il trasferimento dei fondi, ecco che sorgono problemi che richiedono il pagamento di una “piccola” tassa, o di una tangente ad un funzionario compiacente, o spese di trasporto per le casse con oro o banconote oggetto del trasferimento in corso a favore della vittima.

Per evitare questo tipo di truffe è bene ricordare che non è possibile/realistico venire contattati da un autentico funzionario che ci propone il trasferimento di centinaia di migliaia o milioni di Euro sul nostro conto. Quando poi viene richiesto il pagamento di una cifra (anche piccola) per facilitare/accelerare l’operazione, la truffa è palese ed è certa.

Truffa del riciclaggio (Money Mule Scam)

Una truffa abbastanza pericolosa, non nuova, ma nella quale cadono ogni anno centinaia di persone. Chiamata anche “Money Mule Scam” (truffa del mulo dei soldi) prevede che la vittima venga utilizzata inconsapevolmente per il riciclaggio del danaro proveniente da altre truffe.

Due sono i tipi principali: quella che utilizza la vittima per il trasferimento di soldi (reali) provenienti da altre vittime, e quella che utilizza la vittima per il trasferimento di soldi (non reali) provenienti da effetti fasulli o modificati fraudolentemente.

Nel primo caso la vittima riceve un’e-mail nella quale il mittente si qualifica come dirigente o amministratore di un’importante azienda estera (a volte con email e sito Web di tutto rispetto) che data la continua espansione ha necessità di assumere un funzionario locale proprio nell’area di residenza della vittima. Viene spiegato che il funzionario non deve avere competenze specialistiche, non deve agire in prima persona per la vendita, che viene effettuata online e/o tramite canali propri dell’azienda, ma deve essere disponibile con proprio numero telefonico per contatti con i clienti che chiedono informazioni, e con il proprio conto bancario su cui ricevere i pagamenti da detti clienti. Alla vittima viene offerta una percentuale sui pagamenti ricevuti, in alcuni casi anche molto alta. Non appena ricevuto il pagamento sul proprio conto bancario, la vittima deve detrarre la propria percentuale ed inviare l’importo restante tramite Western Union alla “casa madre”. Nessun rischio quindi: La vittima non anticipa nulla, ed invia soldi alla “casa madre”, trattenendo la sua percentuale, solo quando i clienti hanno versato sul suo conto gli importi concordati. Ogni tanto deve rassicurare telefonicamente i clienti che chiamano sulle caratteristiche dei prodotti (per i quali riceve ampie informazioni dall’azienda) e l’imminenza della consegna (per la quale riceve assicurazioni, data, persino documenti di trasporto, ovviamente fasulli). Lavoro poco impegnativo e ben remunerato, dato che già dal primo mese si hanno versamenti sul proprio conto di decine di migliaia di Euro e si trattengono provvigioni per alcune migliaia inviando la differenza via Western Union. Tutto bene? No, assolutamente! Dopo poco tempo la vittima inizia a ricevere richieste da parte di clienti finali che hanno versato danaro sul suo conto bancario per beni che non sono mai stati consegnati, e che ne chiedono quindi la restituzione. In questi casi la vittima si ritrova ad essere obbligato per legge a restituire tutti gli importi ricevuti, pena l’accusa di truffa e riciclaggio, potendo a sua volta solo richiedere la restituzione del denaro inviato tramite Western Union ad una “casa madre” che ovviamente… svanisce nel nulla. I nominativi dei destinatari del denaro sono dei fantomatici residenti in Russia, o in Nigeria/Ghana/Costa d’Avorio, ecc. assolutamente non rintracciabili dopo aver ritirato presso la sede Western Union locale il denaro inviatogli.

Nel secondo caso la vittima riceve sempre la solita e-mail con la solita proposta, ma i pagamenti sono tramite assegni che la vittima riceve e deve versare sul proprio conto, trattenendo quindi la propria percentuale ed inviando la differenza alla “casa madre” tramite Western Union. Anche qui c’è la truffa. Gli assegni ricevuti sono falsi ma imitati perfettamente, o sono assegni veri di conti estinti, o sono assegni rubati. Una volta versati sul conto questi vengono accreditati salvo buon fine come tutti gli assegni, e l’importo viene aggiunto al totale della disponibilità del conto. La vittima quindi può ritirare la parte da inviare alla “casa madre”. Salvo poi, entro pochi giorni, scoprire che l’assegno non era valido/esigibile, e quindi l’importo viene dedotto dal totale, con richiesta di restituzione se il conto è andato in rosso.

Come evitare le truffe del riciclaggio? Non accettare mai un lavoro dove viene chiesto di trasferire denaro. Non accettare mai un lavoro dove viene chiesto di ricevere sul proprio conto pagamenti di clienti. In entrambi i casi si tratta sempre, certamente, di una truffa.

E.P.

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