Salire a Crea in bici… ma elettrica

Cosa vedere, dove dormire, dove mangiare, dove bere.

AMBIENTE TERRITORIO /
Sacro monte di Crea bici elettrica
Image by Anrita1705 from Pixabay
Scritto da / 9 Agosto 2020

Uno spicchio di Monferrato in bicicletta con partenza e arrivo in due luoghi ricchi di storia e di eccellenze enogastronomiche: è il tragitto Moncalvo Sacro Monte di Crea, un percorso abbastanza breve, molto bello, molto frequentato da cicloturisti, impegnativo ma< ora alla portata di tutti con le biciclette a pedalata assistita che si possono anche affittare in loco. Suggeriamo un circuito sulle strade minori, fra boschi e vigne.

Guarda la cartina https://it.wikiloc.com/percorsi-bici-elettrica/moncalvo-crea-moncalvo-crea-28178668#lb-embed.

Il sacro monte di Crea patrimonio dell’Unesco

La più piccola città d’Italia, poco meno di 3 mila abitanti presenta interessanti scorci storici: La Città di Moncalvo Monferrato affonda infatti le sue radici all’epoca preromana, secoli in cui il territorio era abitato da popolazioni liguri e celtiche, mentre la presenza di una comunità romana è certificata da ritrovamenti archeologici. Nel medioevo Moncalvo è stata un punto di riferimento privilegiato per tutto il Monferrato, sede per un certo tempo della corte del Marchese, passata nei secoli sotto il controllo di grandi Case signorili come i Marchesi del Monferrato, i Gonzaga e i Savoia.

Particolarmente interessanti sono le chiese, le quali ospitano anche molte tele del celebre pittore Guglielmo Caccia e di sua figlia Orsola.

A pochi chilometri, in direzione di Casale, sorge uno dei due grandi sacri monti del Piemonte, Il Sacro Monte di Crea. L’altro è quello di Varallo.

I sacri monti sono testimonianze soprattutto del grande fervore religioso della Controriforma cattolica, ma l’origine  della sacralizzazione del Monte di Crea è fatta risalire a S. Eusebio, Vescovo di Vercelli. Si narra che il Santo, per sfuggire alla persecuzione degli Ariani nel IV secolo, si fosse qui ritirato, e vi avrebbe trasportato la statua della Vergine, da allora oggetto di particolare devozione.

L’idea di costruirvi un sacro monte, che dal santuario si snoda con cappelle e romitori, venne , nel 1590, all’allora priore, canonico Lateranense Costantino Massino. Come ricorda Graziella Riviera nel bel libro “Le strade del Fiammingo”, Il Massino aveva pubblicato in Pavia , nel 1590, alla bella età per l’epoca di 63 anni, il suo libro più importante , dedicato proprio a Crea: il “Trattato dell’antichissima divozione nel sacro monte di Crea”. Lo aveva dedicato al serenissimo duca Vincenza Gonzaga ( signore di Mantova e del Monferrato), sicuramente per attirarne l’attenzione e sollecitare sostegno.

Il priore del santuario confessa nel libro che non appena fu “chiamato dalla Divina Provvidenza e dalla Congregazione “al governo di questo Santo luogo subito sentii infiammarmi di un ardentissimo desiderio di servir con maggiore fervore la Beata Vergine e di accrescere nei popoli la devozione”. Progettò così di fabbricare cappelle sul monte dove fossero raffigurati i Misteri “della Gran Reina dei Cieli” . Una serie di sacre rappresentazioni , con statue a grandezza naturale e dipinti, che ancor oggi possiamo ammirare , realizzate affinchè “da queste rappresentazioni, quasi da historiati libri, gli animi pii prendessero spunti di meditazione e insieme, quasi in dilettevole albergo, ricevessero molte spirituali allegrezze”.

Inizialmente le cappelle dovevano essere 15, quanti i misteri del rosario, ma con il tempo sono diventate 23 con 5 Romitori. Alla realizzazione dei bellissimi gruppi statuari (in terracotta policroma) e dei dipinti che ornano le cappelle lavorarono, fra la fine del ’500 e l’inizio del ’600, Guglielmo Caccia ( detto il Moncalvo), gli artisti fiamminghi Jean e Nicolas Wespin ( detti i Tabaguet, i Tabacchetti), G.B. della Rovere (il Fiamminghino), Giorgio Alberini, Veglia d’Asti e i Prestinari.

Gli artisti fiamminghi calavano in Italia attratti dal gran fervore della Controriforma , dalla rinnovata religiosità che erigeva o “ammodernava” santuari, cattedrali, chiese e conventi abbelliti con opere di pittura e sculture.

Curioso notare come dei due fratelli Tabacchetti ci siano a Moncalvo tuttora tracce, nel cognome e anche nel nome di una tenuta nei dintorni , detta “La Fiammenga”.

Dopo un periodo di abbandono, dovuto alla soppressione di vari ordini religiosi con l’avvento in Piemonte del regime napoleonico, nel corso dell’Ottocento ci fu un’intensa opera di restauro e di rifacimento delle cappelle., al quale lavorarono anche artisti come Bistolfi e Morgari.

Per una gita in bicicletta occorre avere buone gambe e allenamento, anche se il percorso è di pochi chilometri. Ma oggi ci corre in soccorso la “pedalata assistita” delle bici elettriche. L’arrivo è sul bel piazzale del santuario. La Chiesa, dedicata a Maria Assunta, venne ampliata nel 1483 dal Marchese del Monferrato Guglielmo Paleologo, e nel 1608 – 1612 dai Lateranensi. L’interno della chiesa conserva importanti opere: la Madonna con Bambino e Santi, di Macrino d’Alba (1503); il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d’Antiochia del XV secolo attribuito a Francesco Spanzotti, fratello del più noto Martino ; Infine la venerata effige della Vergine, statua lignea del XIII secolo. Documentazione interessante della devozione popolare, la sterminata raccolta di ex voto che giunge fino ai nostri giorni: bambini salvati dal fuoco, ammalati guariti da gravi morbi, contadini sopravvissuti a incidenti sul lavoro, figli tornati dalla guerra e molto altro.

Dal monte, patrimonio dell’Unesco, si gode un magnifico panorama sulle dolci colline circostanti sulle quali si alternano boschi e vigne. Insomma una meta che, come si dice, merita una deviazione. Uno di quei gioielli che abbiano dietro l’angolo e spesso non conosciamo.

Il Monferrato fra Asti e Casale è, come noto, terra di buona cucina e buoni vini. Soprattutto negli ultimi anni giovani produttori di nicchia hanno contribuito a elevare la qualità di nobili vini come la Barbera e il Grignolino. Talvolta sono piccoli produttori , tesori nascosti in Paesi come Ottiglio, Calliano, Ozzano, Grazzano Badoglio, Vignale. Barbere d’Asti o del Monferrato che hanno una bevibilità e una piacevolezza superiore alle rinomate Barbere d’Alba.

I luoghi sono stati negli ultimi anni scoperti soprattutto da Olandesi, Svizzeri, Francesi che soggiornano in bed and breakfast e agriturismi in cima ai dolci colli.

Nettamente migliorata l’offerta della ristorazione.

Ecco alcuni suggerimenti.

Affitto bici elettriche: Deambrosis Vendita e Noleggio. Corso 25 Aprile, 20, 14036 Moncalvo .Tel. 0141 917467

Dove dormire:

  • La locanda del Melograno, Corso Regina Margherita 38, 14036 Moncalvo, 0141 917599;
  • B&B Cascina Rosa, Viale Pininfarina, 33, 14035 Grazzano Badoglio AT. Tel.  0141 925235;
  • La Quercia rossa, Strada Grazzano 22, 14036 Moncalvo, Italia. Tel.  0141 917535
  • Tenuta La tenaglia,  Strada Santuario di Crea 5, 15020 Serralunga di Crea, Tel. 0142 940252
  • Ca’ San Sebastiano Wine Resort & Spa , Via Ombra 10 -12, 15020 Camino, Tel. 0142 469595

Per i vini:

  • Azienda Agricola Accornero & Figli S.S Soc Agricola , via Cà Cima 1 15049 Vignale Monferrato (AL)
    Теl. +39 0142 933317
  • Gaudio Bricco Mondalino, Regione Mondalino 4, 15049 Vignale Monferrato 0142 933204
  • Poderi Girola di Stefano Girola Sas, via Galliano 17, 14031 Calliano, 333 2004697
  • VINICEA (Vitivinicola Caire e Angelino ) Ottiglio Monferrato Telefono +39 0142 409162 Cell. +39 347 9491590

Dove Mangiare:

  • Ristorante Osteria Aleramo piazza Carlo Alberto, 19 – 14036 Moncalvo (AT), Italia, Tel. 0141 921344
  • Il Centrale piazza Giuseppe Romita 10, 14036 Moncalvo AT. Tel. 0141 917126
  • Corona Reale Via Boggeri, 22, 14036 Moncalvo AT
  • Santisè Cucina Piemontese Contemporanea, Str. Castelletto, 2, 14031 Calliano AT. Tel . 0141 928747
  • Trattoria Antichi Sapori via Roma 22, 15030 Sala Monferrato AL . Tel 0142 486276
  • Ristorante del Casot Serra Perno, 76, 14033 Castell’Alfero AT,  0141 204118

P. G.

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