Fondazione CRT Quaglia rieletto Presidente all’unanimità

Al centro la  coesione sociale e al capitale umano.

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Fondazione CRT Quaglia rieletto Presidente all’unanimità
Foto: il Presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia
Scritto da / 9 Maggio 2019

Al primo punto la rivendicazione dell’autonomia della Fondazione CRT “che ascolta tutti prima di prendere decisioni ma sceglie autonomamente senza dipendere né dalla piazza né dalla politica” e poi continuare a svolgere “ un ruolo significativo nella promozione della coesione sociale, economica e culturale del Piemonte, della Valle d’Aosta e, con le altre Fondazioni, del Paese”.

Questi i valori di fondo illustrati dal prof Giovanni Quaglia al consiglio di indirizzo che lo ha eletto all’unanimità Presidente della Fondazione Crt per i prossimi 4 anni.

Nel sottolineare “il rapporto sereno e proficuo con le istituzioni civili, economiche e religiose, le fondazioni e associazioni del territorio, le tante realtà culturali, imprenditoriali, del mondo del lavoro e delle professioni, il variegato e fondamentale mondo del terzo settore”, il Presidente Quaglia ha aggiunto “ un convinto riconoscimento del difficile compito di amministrare la cosa pubblica e del primato delle Istituzioni”.

Per il futuro ruolo della Fondazione CRT Quaglia vede anche quello di  “agente di sviluppo”, con la messa in campo non solo di risorse economiche, ma anche di una più ampia gamma di competenze tecniche, relazionali, finanziarie, progettuali, e di “tessitrice di reti” con le istituzioni, il mondo del no profit e del terzo settore.  “Dagli Stati Generali è emersa” , ha detto il Presidente, “una grande aspettativa nei confronti della Fondazione CRT che, nel corso della propria storia, ha attivato risorse per 1,6 miliardi di euro senza trascurare neppure uno dei 1.284 Comuni piemontesi e valdostani.” E proprio alle “periferie” del territorio, cittadine o regionali, Quaglia ha detto che verrà prestata particolare attenzione.

Infine un appello a “recuperare pienamente il senso della comunità, che ci riporta alla persona, alla condivisione, alle tradizioni, al concetto di territorio, e può costituire un modello di valutazione per affrontare criticamente i problemi che le tensioni innovative possono portare in evidenza. Così il capitale umano diventa centrale”.

Intanto fra giugno e settembre verrà aperta la manica sud delle OGR  dedicata alla innovazione, alla ricerca a start up e attirare anche soggetti internazionali così da rendere Torino meta di imprese innovative. Un progetto, quello delle OGR, che ha visto l’impegno in prima persona della Fondazione CRT.

Redazione

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