Dall’1 al 3 ottobre Torino ospita la sesta Biennale della Prossimità, tema di quest’anno le “Pratiche di democrazia profonda”: la partecipazione, la comunità, la cura dei territori e la capacità di costruire risposte a partire dai luoghi in cui le persone vivono. E la città sarà parte della storia che la Biennale vuole raccontare. Al centro delle tre giornate di confronti orizzontali, talk, laboratori, percorsi urbani e momenti conviviali, una domanda semplice: che cosa succede quando la democrazia esce dai palazzi e prende forma nei quartieri?
Ad esempio, su una panchina rimessa a nuovo, o in un cortile che torna a essere vissuto, in un’associazione che apre le porte alla comunità, o in un gruppo di vicini che decide di organizzarsi, in un’aula studio, in uno spazio per le donne, in un luogo pubblico recuperato. Può succedere che la democrazia possa nascere da semplici gesti quotidiani, spesso lontani dai riflettori.
E Torino lo racconterà dall’1 al 3 ottobre 2026, attraverso la Biennale della Prossimità, parlando di qualcosa di molto concreto, la possibilità di partecipare alla vita dei luoghi in cui viviamo, costruendo risposte insieme alle comunità.
La Biennale della Prossimità 2026 arriva a Torino dopo un percorso nazionale iniziato a Genova nel 2015, e proseguito a Bologna nel 2017, Taranto nel 2019, Brescia nel 2022 e Napoli nel 2024. Ma questa volta c’è qualcosa di particolare: Torino, sarà parte della narrazione e non soltanto la città che ospita l’evento. Con i promotori nazionali: Consorzio Abele Lavoro, CNCA, Consorzio Idee in Rete, Consorzio Emmanuel, Associazione Isnet, Legacoopsociali, Scuola Centrale Formazione, Forum Disuguaglianze e Diversità, Italia che Cambia, Confcooperative Federsolidarietà e ACLI, sono oltre 50 le realtà torinesi coinvolte nella costruzione di questa edizione 2026.
L’idea è evitare il classico schema dell’evento che arriva in città, occupa alcuni spazi per pochi giorni e poi riparte, ma animare ancora di più i luoghi he a Torin hanno una funzione comune quella di creare spazi nei quali le persone possano incontrarsi, organizzarsi, imparare, chiedere aiuto e costruire iniziative. A partire dal Cecchi Point e dalla Biblioteca Civica Calvino, dal Campus Luigi einaudi al Sermid, dal Boralis da cui partiranno o si terranno gli appuntamenti in programma.
È forse questo l’aspetto più interessante: prima ancora di parlare di prossimità, la Biennale la praticherà. Anche grazie ad una Mappa della Prossimità, uno strumento digitale partecipativo attraverso cui individuare luoghi, esperienze, gruppi e iniziative.
Perché una città non è fatta soltanto di strade, palazzi e piazze. È fatta anche dalle relazioni che accadono dentro quei luoghi.
Biennale della Prossimità 2026 Torino
- La partecipazione agli incontri e alle attività è completamente gratuita.
- Il programma completo, in costante aggiornamento, è consultabile su www.biennaleprossimita.it/programma-2026
- Per saperne di più: www.biennaleprossimita.it
Redazione
Immagine di repertorio tratta dal sito ufficiale