La riforma del Terzo Settore e l’Impresa Sociale al servizio dei Beni Comuni

È il titolo del seminario che si è tenuto venerdì 22 settembre, presso la Casa della Cooperazione di Torino in c.so Francia 329.

SOCIALE /
Riforma del Terzo settore: disciplina delle imprese sociali
Foto tratta dalla pagina FB di Confcooperative Piemonte
Scritto da / 28 settembre 2017

Interessante la discussione sostenuto dai relatori del seminario che hanno spiegato e cercato di chiarire ai presenti l’iter e i vantaggi della Riforma del Terzo Settore e dei suoi decreti attuativi. Il seminario, promosso da Confcooperative nazionale, Federsolidarietà nazionale, Federsolidarietà Piemonte e I.RE.COOP Piemonte, si è aperto con il saluto del Presidente di Confcooperative Piemonte Domenico Paschetta, che ha ringraziato gli addetti ai lavori della riforma per il riordino del settore.Di auspicio nella crescita degli utili distribuibili nella cooperazione e cooperazione sociale sono state le parole del moderatore del seminario e Presidente Federsolidarietà Piemonte, Guido Geninatti: “Con la riforma si aprono le possibilità in particolare nell’ampiamento della cooperazione sociale con le cooperative sanitarie che possono attrarre gli investitori…”.

Largamente sull’iter della riforma sono intervenuti i relatori Vincenzo De Bernardo, Direttore nazionale Federsolidarietà, e Tony Dalla Vecchia, Capo Servizio Legislativo e Legale Confcooperative. De Bernardo ha effettuato una panoramica della riforma e dei decreti attuativi, citando tutti i punti salienti della novella legislativa tra cui: le attività che possono svolgere le imprese sociali, l’ampliamento del settore che attraverso la cooperazione e i vantaggi dei campi di operatività che comportano l’approdare in mercati più grossi come quello socio-sanitario. Anche le parole del Direttore nazionale Federsolidarietà sono state positive per la riforma “La riforma è una grandissima opportunità nata per separare i soggetti economici da quelli non economici…Vanno premiate le attività della riforma come l’ampliamento dei soggetti che fanno parte del terzo settore per poter rappresentare al meglio il mercato economico…”.

Più giuridico è stato invece l’intervento di Della Vecchia, illustrando le qualifiche soggettive della cooperativa sociale, cooperativa non sociale e della cooperativa impresa sociale, degli interventi che gli stessi soggetti dovranno compiere per l’adeguamento alle nuove regole e soprattutto alla vigilanza entro un anno del varo della norma e delle autorizzazioni comunitarie per gli incentivi. Ricordando che: “Recupero esenzione e trasferimento immobiliare saranno disciplinate dalla norma a partire dal 1° gennaio 2018 senza le autorizzazioni comunitarie…”.

A. I.

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