Mondi In Città: le differenze diventano ricchezza

Un ponte tra le culture coinvolgendo le donne immigrate.

SOCIALE /
Mondi in città Onlus
Foto tratta dal sito ufficiale di Mondi In Città Onlus - www.mondincitta.it
Scritto da / 30 Luglio 2018

Proseguiamo il viaggio nelle realtà che si occupano di accoglienza, oggi è la volta di Mondi In Città Onlus, le cui attività di promozione sociale e a favore del dialogo inter-culturale si realizzano a Torino. Ponendo particolare attenzione all’integrazione delle famiglie immigrate dai paesi extra europei, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle donne, soprattutto della comunità maghrebina. A illustrarci tutto questo e non solo sono le parole di Sara Milano.

Da una parte i corridoi umanitari, dall’altra “aiutiamoli a casa loro”, qual è la vostra posizione in merito a chi fugge da guerre, spesso civili, carestie, miseria, fame, da pulizie etniche e persecuzioni, dalla mancanza di libertà e democrazia, dalle palesi ingiustizie sociali, dall’assenza di prospettive?
Il complesso tema dei fenomeni immigratori, da qualsiasi prospettiva lo si veda, non può essere liquidato con semplici slogan che fanno leva sull’emotività e sulle paure dell’opinione pubblica, senza offrire soluzioni concrete, in particolare quando si verificano episodi di emergenza umanitaria.
Per questo Mondi in città – ONLUS apartitica e aconfessionale – pone a fondamento della sua azione il rispetto dei diritti umani fondamentali e dei valori costituzionali e opera al fine di favorire una reale integrazione delle persone immigrate nel tessuto cittadino. I nostri corsi di alfabetizzazione e cittadinanza sono rivolti alle donne immigrate, prevalentemente di origine nordafricana. Negli ultimi anni sono aumentate le frequentanti provenienti da altre zone dell’Africa e del mondo. I corsi sono aperti a tutte coloro che ne fanno richiesta: sebbene in prevalenza si tratti di donne che si trovano in Italia per ricongiungimento familiare, non mancano persone che hanno ottenuto o sono in attesa di ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, spesso inviateci proprio da associazioni che si occupano specificamente di questo settore di intervento.

Rispetto alle politiche internazionali e nazionali in atto? Che cosa si può fare?
La pressione dell’opinione pubblica, attraverso i canali della democrazia, può contribuire a modificare alcune storture delle attuali politiche europee e scuotere la sostanziale inerzia della comunità internazionale. Per questo è necessario vincere l’attuale clima di diffidenza e scoraggiamento che, complice il perdurare della crisi economica, sta investendo la società. Non ci facciamo illusioni sul fatto che sia un lavoro di lungo periodo, che richiede, per quanto riguarda il nostro ambito d’azione, una testimonianza credibile di convivenza pacifica e proficua tra persone immigrate e cultura ospitante.

Ultimamente chi si occupa di immigrazione e richiedenti asilo, non gode di buona fama perché? E’ possibile ribaltare questa visione?
Le narrazioni del fenomeno immigratorio, spesso cariche di pregiudizi e manipolate per fini propagandistici, hanno purtroppo coinvolto in un clima di diffidenza e fino al livello giudiziario, anche note associazioni che da sempre operano con efficacia, gettando un’ombra di discredito sull’intero settore di aiuto umanitario. Come risulta anche dalle ultime notizie di cronaca giudiziaria, le accuse mosse alle ONG che si occupano di salvataggio in mare si sono però rivelate del tutto infondate.
Dobbiamo anche sottolineare, che, al momento, nella quotidianità del nostro lavoro, sia nel rapporto con le istituzioni pubbliche e private, sia nel rapporto con i cittadini, come operatori, non abbiamo riscontrato particolari forme di ostilità.
In ogni caso e ancora di più in questo momento difficile, è indispensabile che il settore no profit continui a svolgere le proprie attività in piena trasparenza, con serietà e competenza, avendo come scopo primario l’aiuto alle persone.

Nel vostro caso quali sono i progetti con cui promuovete una cultura dell’accoglienza?
Il progetto “Torino la mia città”, gestito ora da Mondi in città, si concretizza in un percorso di alfabetizzazione e cittadinanza rivolto a donne immigrate. Conoscenza della lingua, della cultura, del funzionamento delle istituzioni della società ospitante, dei diritti e dei doveri di ogni cittadino sono il primo passo per un efficace processo di integrazione personale. Poiché le nostre frequentanti sono spesso madri di famiglia, la loro integrazione sostiene quella dell’intero nucleo familiare.
I progetti in partenariato con istituzioni culturali cittadine, in particolare il Museo Egizio e i Musei Reali, oltre a aiutare la promozione sociale delle nostre allieve, favoriscono il dialogo tra la cultura ospitante e le cultura di origine delle persone immigrate, migliorando la conoscenza reciproca  e creando legami di amicizia e collaborazione.
Attraverso i nostri canali on line (pagina Facebook Mondi in città, sito internet, newsletter) ed eventi ad hoc cerchiamo di raccontare alla cittadinanza le esperienze di integrazione vissute in prima persona dalle nostre allieve, in modo da presentare un’immagine positiva e, nello stesso tempo, realistica del fenomeno migratorio.

Sara Milano, Consulente Progetti di integrazione Mondi in città ONLUS

Per chi fosse interessato ai corsi gratuiti di alfabetizzazione e cittadinanza attiva per donne immigrate, all’interno del progetto “Torino è la mia città” di Mondi In Città Onlus le iscrizioni saranno possibili a fine settembre.
Per modalità, sedi e date delle iscrizioni si prega di visionare il seguente libk: Torino la mia città

Per saperne di più: www.mondincitta.it

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