Dopo 17 anni chiude “La Fabbrica delle Idee”

Manca il contributo economico dello sponsor storico.

ARTE TERRITORIO /
La Fabbrica delle Idee
Foto: "Fa' che sia seta"
Scritto da / 7 giugno 2018

Racconigi (Cuneo) – C’è una triste realtà sulla scena teatrale piemontese. Dopo 17 anni chiude “La Fabbrica delle Idee”, la rassegna di teatro di ricerca e dal forte impegno civile e sociale, organizzata da Progetto Cantoregi, che ha portato nella cornice evocativa dell’ex ospedale psichiatrico di Racconigi (Cuneo), ma anche in altri luoghi come Saluzzo, Carignano e Fossano, alcune tra le realtà più interessanti e originali della scena italiana contemporanea.

Nata nel 2001, la rassegna ha ospitato registi, attori, danzatori, compagnie e associazioni teatrali fra le più vitali e propositive, da Abbondanza Bertoni a Roberto Castello a Babilonia Teatri, solo per citarne alcune; fino alla Banda Osiris ad Ascanio Celestini a Faber Teater, per continuare con Il Mutamento Zona Castalia, con Moni Ovadia, Paolo Rossi fino al Santasangre, al Teatro delle Albe e al Teatro della Valdoca.
Il festival è stato anche la culla di molti spettacoli storici di Progetto Cantoregi, tra i quali ricordiamo: “Bariùm”, “De senectute”, “Fa’ che sia seta”, “Omnes colores”, “Il peso delle stelle”,”Le acque hanno i  volti” fino a “La crociata dei bambini”, “L’acerba e amara mia passione”, “La vita non è che un’ombra che cammina”.

Alla base della chiusura, la mancata assegnazione del contributo da parte del bando Performing Arts della Compagnia di San Paolo, storico main sponsor della rassegna, il che non consente purtroppo la sostenibilità economica necessaria a garantire la realizzazione della XVIII e delle edizioni future.
“Non è questo il momento delle recriminazioni – precisa Marco Pautasso, direttore artistico del festival, presidente di Progetto Cantoregi nonché vicepresidente del Salone del Libro di Torino – ma, semmai, dei ringraziamenti: alla comunità di persone che si è coagulata attorno al festival e che ci ha seguito con dedizione e affetto commovente in tutti questi anni, e a tutte le istituzioni pubbliche e private che a vario titolo hanno sostenuto La Fabbrica delle Idee, consentendole di tagliare comunque il traguardo delle 17 edizioni. Si chiude così un’esperienza culturale, ma anche umana, straordinaria e, crediamo, unica nel panorama dei festival italiani, nata nell’intento non solo di promuovere la cultura teatrale nel territorio cuneese, ma di valorizzare un luogo come l’ex manicomio, facendolo diventare uno spazio di confronto, di dialogo, di riflessione, di inclusione. Uno spazio scenico sui generis che si è nutrito in questi anni di accoglienza e ha desiderato incontrare le diversità, tutte le diversità, senza perdere la leggerezza, l’incanto del gioco.  Forse era nel suo destino non arrivare alla maggiore età, proprio per non perdere questa leggerezza. Ci sovviene al riguardo ciò che diceva Pasolini quando osservava i ragazzi giocare a pallone: ‘quei calci rivolti al cielo mi fanno pensare a lanciare i nostri desideri il più lontano possibile, in modo che la gioia del gioco ci accompagni sino alla fine’”.

G. M.

Per saperne di più: www.progettocantoregi.it

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