Una donna per la Mole

Un impegno particolarmente delicato attende il nuovo presidente del Museo del cinema di Torino, nominato qualche giorno fa.

ATTUALITÀ TERRITORIO /
Museo del cinema
By André Ribeiro from Curitiba, Brasil [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commonss
Scritto da / 3 luglio 2017

La Mole, infatti, da sei mesi è senza direttore, definitivo e con pieni poteri – l’incarico è ricoperto da un vice pro tempore; registra un passivo di bilancio da tempo al centro di polemiche e ora sotto la lente della Procura che ha aperto un’inchiesta; è stata a lungo con un Comitato di gestione instabile, privo di due membri, dimissionari – l’organismo è stato ricomposto soltanto da un paio di settimane ; e c’è il taglio di 600 mila euro di contributi da parte del Comune, le minori risorse destinate alla cultura nel bilancio di previsione per quest’anno. E tutto questo, in contrasto con i risultati positivi di visitatori e incassi.

Ora, dunque, tocca al nuovo presidente rilanciare l’immagine e la piena operatività del Museo: Laura Milani, 45 anni, studi di architettura e design, da diversi anni alla guida dell’Istituto di arte applicata e design, Iadd, un considerevole bagaglio di formazione ed esperienze in marketing e comunicazione, e di recente fondatrice di una scuola privata per l’infanzia basata sull’applicazione di metodi presentati come innovativi.

Il nuovo presidente è stato indicato dalla Regione, alla quale per prassi spetta questa nomina, attraverso l’assessore alla cultura Antonella Parigi; con lei la Milani ha un consolidato rapporto di frequentazione e stima, mentre a indicare il direttore di norma è il Comune di Torino.

Sostituisce Paolo Damilano, il cui mandato era   scaduto da un paio di mesi. In effetti si poteva pensare a un rinnovo dell’incarico, ma di recente i rapporti tra l’ex presidente e i referenti regionali si erano deteriorati a causa delle diverse problematiche che hanno investito il Museo durante il suo mandato. E non erano mancate critiche anche da parte del Comune.

Damilano, stimato imprenditore cinquantenne nel campo dell’enogastronomia, rimane comunque presidente della Film Commission. Ma c’è da ricordare che le due cariche erano state accorpate all’inizio del 2015, “per fare sinergia”, era stato detto con una certa enfasi in cui si era parlato anche di “integrazione del sistema cinema”, efficienza, snellimento, e contenimento delle spese  (il presidente, tuttavia per la carica non riceve emolumenti, anche se viene ampiamente ripagato nella sua immagine e nel prestigio personale). Tutti obiettivi inseguiti da tempo e salutati con unanime consenso. Ora, invece, si torna alla doppia carica: chissà se quei nobili principi restano comunque validi.

Al nuovo presidente e al Comitato di gestione al completo, ora dunque il compito di rilanciare la Mole, dopo un periodo difficile che dura almeno da due anni con dimissioni a raffica, figuracce e polemiche: dalle dimissioni dell’ex presidente Ugo Nespolo, che era entrato in rotta di collisione con l’ex direttore Alberto Barbera per insanabili divergenze sulla conduzione finanziaria del Museo, all’abbandono di un revisore dei conti, alle dimissioni di ben due componenti dell’organismo di vertice.

E proprio sui conti della Mole è partita da pochi giorni un’indagine della magistratura. Non si sa su quali e quanti aspetti indagano gli inquirenti, ma è certo che in primo luogo c’è da chiarire l’origine di una passivo di 181 mila euro nel bilancio 2016, su complessivi 14 milioni circa di entrate. Nelle ultime settimane voci incontrollate avevano parlato di cifre molto più elevate e preoccupanti; ora sarà la magistratura ad accertare tutto.

Ed è, questo, un ennesimo colpo all’immagine del Museo, che si riflette anche sulla città, dopo le vicissitudini del Comitato di gestione, le polemiche sul bilancio, e il bando-farsa per la ricerca di un nuovo direttore, ma solo amministrativo e non anche artistico come lo era il precedente, dopo tutto il 2016 trascorso con tre proroghe dell’ex direttore Barbera: 80 partecipanti al bando, la cui gestione era stata affidata per ulteriore elemento di trasparenza a una società privata (52 mila euro il costo), e dalla rosa finale di 8 candidati non si era riusciti a nominarne uno, a causa dei veti incrociati della Regione e del Comune sul nome da scegliere!

Quanto ad esperienze, il nuovo presidente Laura Milani sembra avere le carte in regola per portare la Mole fuori dalle incertezze in cui vive. E tuttavia non si può non segnalare un frammento del suo chilometrico curriculum diffuso dal museo del Cinema nel comunicato ufficiale della nomina, che si immagina letto e approvato dall’interessata, se non da lei direttamente fornito. Nella parte in cui si parla della nuova scuola privata per l’infanzia fondata dalla Milani si legge: “Una scuola libera e innovativa che pone l’attenzione su ciascun bambino, sui suoi bisogni, sulle sue potenzialità e sulle sue aspirazioni. La scuola del presente per il prossimo futuro.”

Più che un comunicato istituzionale e un curriculum, sembra un volantino pubblicitario. Così, solo per una questione di stile, che comunque non è poco.

(Nino Battaglia)

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