A Roma per Giulio Regeni

Una comunità gialla che pedala e si abbraccia per ricordare, chiedere verità  e giustizia.

AMBIENTE SOCIALE /
A Roma per Giulio Regeni
L'immagine ufficiale dell'iniziativa "A Roma per Giulio" con un disegno di Altan
Scritto da / 19 Settembre 2018

In bici per sostenere i diritti umani, attraversando mezza Italia tra i “luoghi di Giulio Regeni“, con partenza il 22 settembre da Duino (Trieste)  e arrivo il 3 ottobre a Roma. È la ciclo-staffetta “A Roma per Giulio”, organizzata dal gruppo Fiab di Monfalcone BisiachINBICI. Un giro d’Italia dal grandissimo e inestimabile valore sociale che tra incontri ed eventi per parlare di diritti umani e civili, consegnerà alle maggiori Istituzioni italiane una lettera della famiglia Regeni. A parlarci dell’iniziativa è Alessio Russi socio di Bisiachinbici ed ideatore della ciclo-staffetta.

Come nasce e perché la ciclo-staffetta per Giulio Regeni?
La proposta nasce dalla consapevolezza di attraversare un momento storico particolare di passaggio e di crisi. Sta a noi far diventare questo un’occasione per costruire o per distruggere. Per distruggere basta poco, poche parole pronunciate da persone che ricoprono incarichi importanti nella nostra società bastano per fare danni enormi in tempi brevi. Per costruire è necessario l’apporto di tutti ed avere la pazienza di consolidare piano piano le conquiste che si ottengono quotidianamente. E l’andare in bicicletta è un po’ la rappresentazione ideale di questo:  si fatica, si percorrono giorno dopo giorno grandi distanze, se non si continua a pedalare ci si ferma, così come nella nostra vita quotidiana.  E’ necessario essere cittadini attivi e partecipi all’interno del proprio territorio.  Il caso di Giulio ci ha sconvolto fin dall’inizio per la vicinanza geografica della nostra associazione con il paese della famiglia e, soprattutto, per tutto ciò che la storia di Giulio e la faticosa strada della ricerca della verità su quel che è successo rappresentano. Come la mamma ha efficacemente espresso il dramma del figlio rappresenta “Tutto il male del mondo”. Un “male” che è inaccettabile come esseri umani, come cittadini, come genitori. La nostra possibilità di dare un piccolo contributo era all’interno del mondo della bicicletta e da qui nasce l’idea.

Come siete riusciti ad abbinare ad un’importante e lodevole iniziativa sociale come la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni, il vostro motto “La bicicletta porta solo vantaggi alla comunità: economici, politici, sociali ed ecologici”?
Crediamo fortemente che favorire e sostenere l’uso della bicicletta, con tutti i vantaggi che comporta, non ultimo quello salutistico, implichi una visione di una società che deve cambiare in molti suoi aspetti e quelli che riguardano i diritti umani non ne è esente. Abbiamo poi scoperto con piacere che Giulio usava ed amava la bicicletta.

Da qui la scelta di attraversare i luoghi di Giulio in bicicletta?
Certo. I luoghi che hanno un significato simbolico maggiore, come Duino con il suo Collegio del Mondo Unito o Fiumicello dove risiedeva. Ma non solamente i suoi luoghi più vicini, ma anche quelli che lo hanno adottato successivamente come la zona in provincia di Prato, con paesi come Vernio e Vaiano che da subito si sono mobilitati con innumerevoli iniziative fin dall’inizio.

Ad ogni tappa una serie di eventi e incontri. Quali sono quelli più importanti della  ciclo-staffetta?
Mi è difficile fare una graduatoria rispetto il valore degli incontri, tutti sono stati importanti, soprattutto dal punto di vista umano. Molte persone che hanno aiutato e lavorato per alcuni mesi per permettere alla nostra proposta di crescere, prendere forma e fare da elemento di collegamento tra persone che non si conoscevano e che hanno formato una rete. Rete che, ne sono sicuro, sarà in grado di sorreggere e sostenere la famiglia nella ricerca della verità e nell’individuazione dei colpevoli. Però forse uno, come esempio per tutti, mi fa piacere sottolinearlo. Ed è il disegnatore Altan, persona che conoscevamo di fama, ma non personalmente pur vivendo lui in una cittadina vicina alla nostra. Si è avvicinato con discrezione e rispetto,  ha donato a noi e alla famiglia un suo disegno, diventato il simbolo della ciclo-staffetta, e  con altrettanta discrezione si è allontanato.

Sono tre gli staffettisti di  BisiachINBICI , quali motivazioni vi hanno e li hanno spinti a sceglierli o a partecipare?
La mia credo di averla già espressa ma credo che molto o tutto di quel che ho detto sia condiviso dai miei compagni di viaggio. Ricordo perfettamente infatti il momento in cui ho proposto al direttivo la staffetta: non avevo ancora finito la frase che Sandro, Paolo e Luciano mi avevano già detto che avrebbero organizzato e portato a termine il viaggio insieme a me. Così come anche il resto del gruppo dal presidente Nicola al nostro grafico Francesco o all’informatico Gianluca hanno condiviso ed appoggiato la proposta. Così come anche molti altri soci esterni al direttivo.

Chi vuole partecipare alla staffetta o sostenere il progetto cosa può fare?
È possibile sostenere l’iniziativa su BuonaCausa.org al seguente link. L’eventuale eccedenza delle donazioni sarà interamente devoluta alla Famiglia Regeni per sostenerne le spese per  perizie, traduzioni, copie, viaggi per incontri con inquirenti nella propria battaglia legale.

FiaB Monfalcone – BisiachINBICI: è un gruppo spontaneo nato su Facebook, dove gli iscritti si ritrovano e discutono di tutto ciò che riguarda il mondo delle biciclette. Il gruppo ha come obiettivo principale la realizzazione di una rete ciclabile che colleghi tutti i paesi della bisiacaria. Oltre a ciò il gruppo è sensibile ad ogni altra iniziativa che possa contribuire ad una diversa mobilità sul territorio.

Intervista G. B.

Per saperne di più: www.bisiachinbici.itGruppo FBEvento FB “A Roma per Giulio”

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